Marine litter

Come avviene e da chi è provocato il fenomeno dei rifiuti in mare, chiamato anche Marine litter.

Quando parliamo di rifiuti marini oppure Marine litter, intendiamo definire qualsiasi materiale solido durevole prodotto dall’uomo e abbandonato nel mare. Le cause maggiori dell’avvenimento del Marine litter è un fenomeno provocato dall’uomo e dalle sue attività svolte a terra che in acqua. I materiali più comuni che si trovano negli ambienti marini sono la plastica, il metallo ed il vetro. Gli scarti più leggeri galleggiano sull’acqua quindi di conseguenza potranno essere trasportati dagli agenti atmosferici sulle spiagge e forse fortunatamente raccolti. Invece purtroppo i più pesanti affondano, quindi cosa peggiore non sono più visibili all’occhio umano e giacciono nei fondali, ad essere ottimisti, per diversi anni.
Marine litter
Con il marine litter il rifiuto più leggero rimane a galla e con il passare del tempo, gli si possono aggrappare le alghe diventando così incrostazione, quindi appesantendo affonda. In riferimento al tipo di rifiuto solido abbandonato illecitamente sulla superficie del mare, si può presupporre chi potrebbe averlo lasciato lì. Generalmente potrebbero essere state abbandonate da attività ricreative e turistiche sulla spiaggia oppure provenire dall’entroterra quindi trasportata dal fiume, diversamente dalle navi o trasporto marittimo.

Una bottiglia in plastica, rifiuto non pericoloso assimilabile agli urbani destinati al recupero, potrebbe essere stata abbandonata da barche, navi o yacht. Prima che si decompone da solo, ci andrà moltissimo tempo. Nella maggior parte dei casi, se non beccato in flagranza, risulta comunque difficile capire chi ha lasciato incustodito il rifiuto facendo quel gesto ignobile. L’obiettivo di capire l’origine dello scarto in mare è importante anche per comprendere e mettere a fuoco le misure di riduzione più opportune.

Marine litter

Cosa si intende quindi per marine litter?

Il termine “marine litter” si riferisce ai rifiuti solidi, liquidi o semisolidi di origine antropica che sono stati abbandonati, persi o scaricati in ambienti marini e costieri. Questi rifiuti possono essere di varia natura, inclusi plastica, vetro, metallo, legno, tessuti e altri materiali.

Ecco alcuni punti chiave riguardanti il marine litter:

  1. Fonti di Marine Litter: Le principali fonti di marine litter includono attività terrestri come lo scarico di fiumi e canali, l’abbandono di rifiuti sulle spiagge, le perdite e gli sversamenti di rifiuti dalle navi e dalle imbarcazioni, nonché il trasporto da parte dei venti e delle correnti marine.

  2. Impatti Ambientali: Il marine litter può avere gravi impatti sugli ecosistemi marini e costieri. Può causare danni diretti alla fauna marina attraverso l’ingestione o l’impigliamento nei rifiuti, nonché danni indiretti attraverso la contaminazione chimica e la distruzione degli habitat.

  3. Impatti Economici e Sociali: Oltre agli impatti ambientali, il marine litter può avere conseguenze economiche e sociali negative. Può danneggiare le attività turistiche e ricreative, causare problemi di navigazione e pesca e richiedere risorse significative per la pulizia e la gestione dei rifiuti.

  4. Risposta e Gestione: La gestione efficace del marine litter richiede un approccio integrato che coinvolga azioni preventive, la pulizia delle aree contaminate e la sensibilizzazione pubblica. Le iniziative possono includere leggi e regolamenti più rigorosi per la gestione dei rifiuti, programmi di educazione e sensibilizzazione, e lo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero e il riciclo dei rifiuti marini.

  5. Iniziative Globali: A livello internazionale, ci sono molte iniziative volte a combattere il problema del marine litter. Ad esempio, la Convenzione di Barcellona sulla protezione del Mediterraneo, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e la Convenzione OSPAR per la protezione dell’Atlantico del Nord-Est hanno tutti progetti e obiettivi specifici per affrontare il marine litter.

La lotta contro il marine litter richiede un impegno coordinato a livello globale, regionale e locale per ridurre l’inquinamento da plastica e migliorare la gestione dei rifiuti in generale.

Inoltre prevede che la gestione della spazzatura proveniente dalle imbarcazioni in generale, navi, yacht e barche debbano essere fatta dalla struttura della portualità turistica. Invece la convenzione marpol è un patto internazionale per la Prevenzione dell’Inquinamento causato da navi, barche e yacht. Questo accordo mira a prevenire e ridurre al minimo l’inquinamento causato dalle imbarcazioni e il marine litter, sia dell’inquinamento accidentale che quello prodotto da operazioni di routine.

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Marpol e dl 17/2021

Per fortuna esistono diverse misure per limitare i rifiuti marini, a livello internazionale la convenzione Marpol invece a livello nazionale Decreto Legislativo n. 197/2021. Il Decreto Legislativo si basa su tre principi fondamentali che sono: la precauzione, l’azione preventiva e il principio di “chi inquina paga”. Questo decreto trova poi la sua applicazione e le sue specifiche nelle legislazioni regionali, fatte applicare ai porti e alle marine.

Inoltre prevede che la gestione della spazzatura proveniente dalle imbarcazioni in generale, navi, yacht e barche debbano essere fatta dalla struttura della portualità turistica. Invece la convenzione marpol è un patto internazionale per la Prevenzione dell’Inquinamento causato da navi, barche e yacht. Questo accordo mira a prevenire e ridurre al minimo l’inquinamento causato dalle imbarcazioni e il marine litter, sia dell’inquinamento accidentale che quello prodotto da operazioni di routine.

Ma in buona sostanza dove buttiamo l’immondizia che abbiamo o produciamo a bordo delle navi, barche e yacht?

Facciamo un paio di passi indietro!!!!

Il cantiere navale è un’azienda che si occupa della costruzione, riparazione e manutenzione di yacht, più in generale delle imbarcazioni. Invece l’armatore è sostanzialmente il proprietario di una o più imbarcazioni. Sia il cantiere navale che l’armatore hanno un ruolo importante nel garantire la sostenibilità ambientale del settore marittimo. Il loro primo impegno è avere un occhio di riguardo verso il mare sotto l’aspetto del Marine litter ovvero la diminuzione dei rifiuti marini.

Marine litter,mare,marpol

Un’importante misura che il cantiere navale e l’armatore possono adottare è utilizzare il contenitore raccolta differenziata. Questo contenitore raccolta differenziata può essere generalmente di due tipi:

  • Tradizionale
  • Intelligente.

Quello tradizionale è sostanzialmente la disposizione di normali cestini che consentono di raccogliere lo scarto in base al materiale di cui è composto. Invece quello intelligente è Ecotrix Elit, un piccolo tritarifiuti per plastica,vetro,metalli,carta e cartone da installare a bordo. Il tritarifiuti è in grado di ridurre il volume di tutti gli scarti di oltre 95%, trasformandoli in materiale riciclabile. A differenza del compattatore o altri apparecchi simili che arrivano a una riduzione massima del 60% è non gestiscono tutte le frazioni di rifiuto.

Ecotrix Elite è una piccola pattumiera differenziata tritarifiuti, che fa parte della categoria dei contenitore raccolta differenziata intelligenti, ed è da installare sulle barche. E’ particolarmente utile in quanto consente di ridurre il volume e facilitare la gestione ed il trasporto, favorendo la riduzione della CO2. Il cantiere navale e l’armatore hanno un ruolo importante nel garantire la sostenibilità ambientale del settore marittimo. Adottando misure concrete, come la riduzione della produzione di rifiuti marini, utilizzando la pattumiera differenziata tritarifiuti possono contribuire a proteggere le risorse naturali.

Ad esempio, il cantiere navale potrebbe installare un contenitore raccolta differenziata con trituratore in tutte le aree dell’impianto, in modo da consentire ai dipendenti di smaltire correttamente la spazzatura. L’armatore, invece, potrebbe richiedere ai fornitori di utilizzare sulle imbarcazioni tritarifiuti Ecotrix elite in modo da ridurre trasporti della spazzatura quindi le emissioni di CO2. Adottando queste e altre misure, cantieri navali e armatori possono contribuire a creare un futuro più sostenibile per il settore marittimo.

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Riduce il volume del 95%
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