Bando mangiaplastica come funziona

Bando mangiaplastica come funziona - Parte 1 - Finalità e risorse disponibili.

In questo articolo, Bando mangiaplastica come funziona vi saranno illustrate finalità e risorse disponibili del contributo promosso dal MITE. Lo scopo del programma mangiaplastica è quello di ridurre i rifiuti in plastica e favorire la raccolta selettiva, mediante l’installazione di ecocompattatori nei Comuni.

Bando mangiaplastica come funziona - Parte 1

Il Ministero della Transizione ecologica (MITE) ha stanziato un contributo riferito solo alle amministrazioni Comunali Italiane per l’acquisto e l’installazione di ecocompattatori a valere sul fondo denominato Programma Mangiaplastica.

” Ai fini del presente decreto per ecocompattatore si intende un macchinario per la raccolta differenziata di bottiglie per bevande in PET, in grado di riconoscere in modo selettivo le bottiglie in PET e ridurre il volume favorendone il riciclo”.

I Comuni, beneficiari del contributo in relazione al Bando mangiaplastica come funziona, sono consapevoli dei valori del programma mangiaplastica. Il principale scopo del decreto mangiaplastica è proprio quello di attenuare l’inquinamento da plastica e rendere più efficiente lo stoccaggio dei rifiuti in plastica. I vantaggi nell’utilizzo degli ecocompattatori sono molti, ma due sono i principali. Il primo vantaggio punta a favorire la raccolta selettiva, invece il secondo a ridurre alla fonte il rifiuto. Questo metodo rende più efficiente lo stoccaggio dei rifiuti in plastica, senza sottovalutare l’importanza che dà all’economicità del sistema della raccolta differenziata selettiva. Il Bando mangiaplastica come funziona, è un “vademecum” utile per i Comuni Italiani per limitare l’inquinamento da plastica.

Bando mangiaplastica come funziona - Parte 1

Come indicato sul decreto mangiaplastica, i Comuni beneficiari del contributo, sono rigorosamente tenuti a mantenere i seguenti impegni. Mantenere l’ecocompattatore in proprio possesso per almeno tre anni dal momento dell’attivazione. Fare utilizzare il mangiaplastica alla collettività , quindi di servizio pubblico a favore di tutte le utenze che desiderano utilizzarlo. Informare ed aggiornare il Ministero della transizione ecologica con cadenza annuale per almeno i primi tre anni dall’installazione, sull’efficacia e la sostenibilità del programma sperimentale.

Di seguito illustriamo le risorse disponibili stanziate dal MITE, valide per tutto il periodo del Programma mangiaplastica. Per l’anno 2021, sono 16 milioni di euro, di cui 9 milioni di euro stanziati in conto residui. Per il 2022, saranno 5 milioni di euro, nel 2023 scendono a 4 milioni di euro, per concludere nel 2024 con 2 milioni di euro.

Il Bando mangiaplastica come funziona – Parte 2 è utile per i soggetti beneficiari che vogliono partecipare al Programma mangiaplastica che sono tutti i Comuni d’Italia. Ai fini di installare all’interno del proprio territorio un ecocompattatore di categoria media o di alta, devono presentare istanza corredata da un progetto costituito da una relazione descrittiva.

Per i criteri del Programma mangiaplastica gli ecocompattatori sono macchine che consentono ai cittadini di conferire le sole bottiglie in plastica PET e null’altro. In cambio di questa azione virtuosa, i cittadini ricevono un corrispettivo economico o premi di vario tipo. Come indicato nel paragrafo precedente del Bando mangiaplastica gli ecocompattatori possono essere di due tipi di categorie media capacità che contiene 660lt oppure Alta capacità che contiene 1100lt. Ricordiamo che per il presente Decreto mangiaplastica con il termine ecocompattatori si intende dello specifico:

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mangiaplastica, programma mangiaplastica

Il Ministero della Transizione Ecologica dell’ambito del Decreto mangiaplastica ha diviso per le presentazioni delle istanze, i soggetti beneficiari in due macro categorie. I Comuni con popolazione inferiore a 100.000 abitanti residenti possono presentare l’istanza per l’acquisto di un solo ecocompattatore. Invece i Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti residenti possono presentare l’istanza ma nei limiti di un macchinario ogni 100.000 abitanti.

La presentazione e ammissione delle istanze ai fini del Decreto mangiaplastica finalizzate all’ottenimento del contributo è possibile effettuarla compilando in tutte le sue parti il file presente nel sito del Ministero della Transizione Ecologica. I tempi da rispettare per la presentazione del Programma mangiaplastica sono i seguenti. Per l’annualità 2021 entro trenta giorni dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero della Transizione Ecologica. Per l’annualità 2022 dal 31 gennaio 2022 al 31 marzo 2022 – Per l’annualità 2023 dal 31 gennaio 2023 al 31 marzo 2023 – Per l’annualità 2024 dal 31 gennaio 2024 al 31 marzo 2024.

L’istruttoria delle istanze recapitate al Ministero della Transizione Ecologica riferite inerenti il  Decreto mangiaplastica, avviene sulla base dell’ordine cronologico di presentazione. Nei 90 giorni successivi dalla chiusura del termine per la presentazione delle istanze, il Ministero della Transizione Ecologica pubblica sul proprio sito web la graduatoria. All’interno della graduatoria del Programma mangiaplastica saranno presenti le istanze ammesse finanziabili e quelle escluse non finanziabili. Sulla base della valutazione dei progetti presentati, nel caso di esclusione dalla graduatoria di un Comune, il Ministero della Transizione Ecologica gli comunica i motivi che hanno determinato il mancato accoglimento.

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Presentare la domanda di ammissione nell’ambito del Decreto mangiaplastica è un’opportunità importante per i comuni italiani che vogliono ridurre i rifiuti in plastica. Il Bando mangiaplastica come funziona – Parte 3 spiega il valore di unicità che dà il contributo del MITE ai comuni, nel finanziare l’acquisto di ecocompattatori. Con il proposito di promuovere la raccolta differenziata di questi materiali, diminuendo così l’inquinamento da plastica. I criteri di valutazione delle istanze del Decreto mangiaplastica sono basati tramite l’attribuzione di punteggi sulla base dei seguenti criteri. 

  • a) Fattibilità tecnico-organizzativa e qualità del progetto (da 0 a 50 punti) valutata sulla base dei seguenti elementi contenuti nella relazione descrittiva.
    • Dimensionamento degli ecocompattatori rispetto agli abitanti residenti (da 0 a 5).
    • Localizzazione sul territorio comunale, area pubblica o privata previa idonea convenzione (da 0 a 5). Il punteggio minimo è attribuito se l’ecocompattatore è collocato in luoghi isolati e poco raggiungibili logisticamente. Il punteggio massimo se lo stesso è ubicato in luoghi ad alta frequentazione.
    • Efficacia/funzionalità dei correlati servizi di trasporto e avvio a riciclaggio (da 0 a 25) attribuito in relazione al numero dei ritiri programmati e all’utenza servita.
    • Previsione di misure di sensibilizzazione ambientale (da 0 a 10).
    • Previsioni di strumenti di incentivazione al conferimento in eco-compattatore (da 0 a 5).
  • b) Impatto del progetto (da 0 a 10 punti) valutato sulla base della rilevanza dei risultati attesi descritti nella suddetta relazione.
Bando mangiaplastica come funziona - Parte 3

Erogazione del contributo

La disponibilità finanziaria richiesta dai Comuni nel rispetto del Decreto mangiaplastica viene erogata fino a esaurimento della disponibilità annuale e secondo la graduatoria pubblicata.

Ai fini del Programma mangiaplastica l’atto amministrativo di attribuzione del contributo deve indicare, i CUP identificativi oggetto di finanziamento. Il budget erogato ai Comuni nel limite di euro 15.000,00 per l’acquisto di un ecocompattatore di capacità media e di euro 30.000,00 per  capacità alta. Se il costo del progetto supera uno degli importi sopra indicati, rimane a carico del Comune la copertura della parte di costo eccedente.

Il versamento viene stanziato ai Comuni in due rate. La prima rata è del 30% del costo complessivo del progetto previsto sulla base della documentazione allegata, a titolo di anticipazione. La seconda ed ultima rata equivale al saldo del contributo concesso dietro presentazione di formale richiesta da parte del Comune. Per riscuotere il saldo, il comune deve presentare documentazione idonea a consentire le verifiche circa l’avvenuta realizzazione delle attività previste nel progetto del Programma mangiaplastica.

Cause di revoca del contributo economico

La quota economico nel rispetto del Programma mangiaplastica è revocato qualora il Comune non provveda all’aggiudicazione dell’ecocompattatore entro 180 giorni dal ricevimento della prima rata. Altra causa di revoca è la scarsa o non corretta presentazione dei documenti, che avviene nell’ambito dell’attività istruttoria del MITE volta all’erogazione della seconda rata. In questo caso il Ministero della Transizione Ecologica, laddove riscontri questa anomalia comunica al Comune le incompletezze riscontrate e il termine per effettuare l’integrazione dei documenti. Se il Comune non dovesse rispettare i termini indicati, il Ministero richiede al Comune di provvedere alla restituire del contributo percepito. Allo stesso modo anche in caso di parziale o totale mancata realizzazione del progetto.

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mangiaplastica, programma mangiaplastica

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